Nel lavoro forse la cosa più logorante è la ripetitività, le scenette che si ripetono uguali di giorno in giorno, di anno in anno, e ti fanno venire l'orticaria.
L'anno scorso porto quattro macedonie a un tavolo e The Doctor, cliente da cui non mi farei curare neanche il raffreddore, mi dice "Avrei una richiesta da farle", "Mi dica" rispondo. "Mi porta una macedonia senza melone?". Adesso, con tutto il rispetto, le macedonie non le facciamo personalizzate. Alla domenica venite a mangiare in 150 e volete tutti la macedonia, se le facessimo una per una non potremmo fare altro che quello. Ovviamente ne facciamo una grossa in un contenitore, e poi la distribuiamo nelle varie coppette. "Mi dispiace guardi, è già mista, se vuole posso portargliela lo stesso e poi toglie lei il melone" - "Ma non potete farlo voi?". Secondo te smetto di portare piatti e caffè per spulciare la tua macedonia? A 50 anni non puoi farlo da solo? Santa pazienza.
E vabbè, sono cose che succedono. Una volta però, non cinquanta.
Quest'anno, una domenica, sempre gli stessi quattro al tavolo, sempre quattro macedonie. Io mi ero pure dimenticato la scenetta dell'anno scorso, quando si ripresenta come un orrido déjà-vu. Il dottore mi guarda dietro gli occhiali spessi, come se gli avessi appena azzoppato il cane. "Scusi, ma sa che io la macedonia la voglio senza melone". MMmmmmmmmmmmmm, ci sei solo tu qui dentro, quando faccio la macedonia il mio pensiero è rivolto esclusivamente a te! Ma cavolo.
E ancora. Una comitiva di ragazzi torinesi che ogni weekend stanno nel campeggio lì vicino e poi vengono a banchettare da noi. Età tra i 25 e i 30, fanno un casino micidiale, si ubriacano, si ustionano, si fanno pungere dai granchi sugli scogli. Arrivano in dodici, mangiano alle 2 del pomeriggio e ordinano a puntate, così che alle 5 sono ancora lì che prendono il caffè.
Ebbene, per quanto riguarda il cibo, lì si paga prima alla cassa quello che si prende, poi si viene da me con un bigliettino e io ordino alla cucina. Quindi: quando vieni da me hai già pagato quello che mangerai. La prima domenica in cui mi sono venuti ad allietare, un tipo con la pancia da birra viene a chiedermi: "Le trofie al pesto si possono avere abbondanti?". Adesso. Puoi chiedermi tutte le modifiche che vuoi: più sale, più olio, un quintale di pinoli, una valanga di parmigiano, una pioggia d'aglio. Persino il cacao sul pesto, se ti piace. Ma per quale motivo dovrei darti più pasta, se l'hai pagata esattamente come gli altri? Risposta: "No".
Il sabato successivo tornano, puntuali come la morte. Il tipo stavolta mi schiva abilmente e si rivolge alla cuoca dentro la cucina. (Notare che io sono a un centimetro di distanza) "Scusi, la pasta si può avere abbondante?" e se ne va. Io sottovoce dico alla cuoca: "Dagliene di meno", e lei sorride satanica facendo sì con la testa. E che cazzo. Lo so, sembro il cameriere più antipatico della storia, ma in realtà sul lavoro sono gentile e sorridente. Qui scrivo quello che in realtà sto pensando (ma non dico) mentre sono lì.
Nell categoria dell'eterno ritorno rientra anche il "Buon appetito". Quando alle 16, alle 16.30, alle 17, anche noi pezzenti riusciamo a pranzare, la gente passa ciabattando. Rosolati dal sole e intontiti dalla pennichella sulla sdraio, mangiano un gelato per merenda e si mostrano sorpresi a vederci mangiare un piatto di penne all'arrabbiata a quella tarda ora. Allora si fermano e dicono: "Buon appetito!!" con un tono che significa "Bravo stronzo! Anche tu mangi, e per di più a quest'ora. A cena topi morti?". E al buon appetito di disappunto non si scappa, non c'è niente da fare.
E poi c'è quello che dice il mio amico che lavora in un hotel. Alcuni clienti arrivano e ti dicono: "Si ricorderà sicuramente di me perché..." e segue qualche peculiarità interessantissima tipo:
- Con le patatine fritte chiedo sempre la maionese
- Nel caffè ci voglio un goccio di sambuca
- Ogni volta ti chiedo un bicchiere con ghiaccio e limone
No, non mi ricordo. Nella vita reale la poca memoria che ho a disposizione devo usarla per imparare a memoria liste di parole in inglese e in tedesco. Non ce n'ho spazio per ricordarmi che vuoi due bustine di zucchero. Ovviamente, però, non si può dire, e allora "Ceeeeeeeerto che mi ricordo!!". E via che loro sono contenti!
L'anno scorso porto quattro macedonie a un tavolo e The Doctor, cliente da cui non mi farei curare neanche il raffreddore, mi dice "Avrei una richiesta da farle", "Mi dica" rispondo. "Mi porta una macedonia senza melone?". Adesso, con tutto il rispetto, le macedonie non le facciamo personalizzate. Alla domenica venite a mangiare in 150 e volete tutti la macedonia, se le facessimo una per una non potremmo fare altro che quello. Ovviamente ne facciamo una grossa in un contenitore, e poi la distribuiamo nelle varie coppette. "Mi dispiace guardi, è già mista, se vuole posso portargliela lo stesso e poi toglie lei il melone" - "Ma non potete farlo voi?". Secondo te smetto di portare piatti e caffè per spulciare la tua macedonia? A 50 anni non puoi farlo da solo? Santa pazienza.
E vabbè, sono cose che succedono. Una volta però, non cinquanta.
Quest'anno, una domenica, sempre gli stessi quattro al tavolo, sempre quattro macedonie. Io mi ero pure dimenticato la scenetta dell'anno scorso, quando si ripresenta come un orrido déjà-vu. Il dottore mi guarda dietro gli occhiali spessi, come se gli avessi appena azzoppato il cane. "Scusi, ma sa che io la macedonia la voglio senza melone". MMmmmmmmmmmmmm, ci sei solo tu qui dentro, quando faccio la macedonia il mio pensiero è rivolto esclusivamente a te! Ma cavolo.
E ancora. Una comitiva di ragazzi torinesi che ogni weekend stanno nel campeggio lì vicino e poi vengono a banchettare da noi. Età tra i 25 e i 30, fanno un casino micidiale, si ubriacano, si ustionano, si fanno pungere dai granchi sugli scogli. Arrivano in dodici, mangiano alle 2 del pomeriggio e ordinano a puntate, così che alle 5 sono ancora lì che prendono il caffè.
Ebbene, per quanto riguarda il cibo, lì si paga prima alla cassa quello che si prende, poi si viene da me con un bigliettino e io ordino alla cucina. Quindi: quando vieni da me hai già pagato quello che mangerai. La prima domenica in cui mi sono venuti ad allietare, un tipo con la pancia da birra viene a chiedermi: "Le trofie al pesto si possono avere abbondanti?". Adesso. Puoi chiedermi tutte le modifiche che vuoi: più sale, più olio, un quintale di pinoli, una valanga di parmigiano, una pioggia d'aglio. Persino il cacao sul pesto, se ti piace. Ma per quale motivo dovrei darti più pasta, se l'hai pagata esattamente come gli altri? Risposta: "No".
Il sabato successivo tornano, puntuali come la morte. Il tipo stavolta mi schiva abilmente e si rivolge alla cuoca dentro la cucina. (Notare che io sono a un centimetro di distanza) "Scusi, la pasta si può avere abbondante?" e se ne va. Io sottovoce dico alla cuoca: "Dagliene di meno", e lei sorride satanica facendo sì con la testa. E che cazzo. Lo so, sembro il cameriere più antipatico della storia, ma in realtà sul lavoro sono gentile e sorridente. Qui scrivo quello che in realtà sto pensando (ma non dico) mentre sono lì.
Nell categoria dell'eterno ritorno rientra anche il "Buon appetito". Quando alle 16, alle 16.30, alle 17, anche noi pezzenti riusciamo a pranzare, la gente passa ciabattando. Rosolati dal sole e intontiti dalla pennichella sulla sdraio, mangiano un gelato per merenda e si mostrano sorpresi a vederci mangiare un piatto di penne all'arrabbiata a quella tarda ora. Allora si fermano e dicono: "Buon appetito!!" con un tono che significa "Bravo stronzo! Anche tu mangi, e per di più a quest'ora. A cena topi morti?". E al buon appetito di disappunto non si scappa, non c'è niente da fare.
E poi c'è quello che dice il mio amico che lavora in un hotel. Alcuni clienti arrivano e ti dicono: "Si ricorderà sicuramente di me perché..." e segue qualche peculiarità interessantissima tipo:
- Con le patatine fritte chiedo sempre la maionese
- Nel caffè ci voglio un goccio di sambuca
- Ogni volta ti chiedo un bicchiere con ghiaccio e limone
No, non mi ricordo. Nella vita reale la poca memoria che ho a disposizione devo usarla per imparare a memoria liste di parole in inglese e in tedesco. Non ce n'ho spazio per ricordarmi che vuoi due bustine di zucchero. Ovviamente, però, non si può dire, e allora "Ceeeeeeeerto che mi ricordo!!". E via che loro sono contenti!
by MrGallagher | commenti (7) | commenti (7)(popup)
Link | categoria:people are strange, intolleranze, il ristorante on the beach
Link | categoria:people are strange, intolleranze, il ristorante on the beach







