Sabato io e la mia gang abbiamo avuto la malaugurata idea di andare a Bratislava. Tolto il fatto che non la trovo proprio un fiore di città, c'erano -20 gradi, la nebbia e la pioggia. Dopo aver camminato tutto il giorno con l'acqua nelle scarpe, l'influenza è inevitabile. Ora sono qui in casa, a bere té caldo, a imbottirmi di pastiglie di tachipirina e a farmi del male con le gocce di propoli.
Quindi, quale migliore occasione per scrivere un po' i cavoli miei. Lunedì torno a lezione di cultura inglese, quella che ormai è diventata la mia classe preferita. Arrivo e mi siedo dove capita, senza pensarci, sta per iniziare. Il caso vuole che non ci sia nessuno vicino, ma io che cavolo ne so, è già tanto che abbia trovato l'aula, mi sono seduto e basta. Ebbene, poco davanti a me c'è la bulgara, quella che parla tedesco meglio dei tedeschi. Lei è la primadonna lì dentro, parla più del professore e, soprattutto, prende più decisioni di lui. Si gira e mi vede lì seduto solo, misero, solingo. Ma io mica sono un personaggio del libro Cuore, semplicemente mi sono seduto nel primo posto che ho trovato. Lei, invece, mi guarda come dire "Poverino...chissà com'è solo...gli porterò qualcosa di caldo". Vabbè. Poco dopo arriva il mio spasimante, chiamiamolo Bobby, visto che ha un nome da cane. Ecco, vado lì e gli dico se poi a fine lezione ci mettiamo d'accordo per il lavoro da fare insieme. Lui, tutto emozionato e festoso mi dice di sì sì sì! Oggi Bobby non è da solo, con lui c'è un nuovo amico: il Duca di York. Costui credo non sia molto più grande di me, avrà al massimo 25 anni. Tuttavia è completamente pelato; magrissimo, naso aquilino, due basettoni rossi che usavano nell'Inghilterra di Dickens. Maglione fucsia, polsini bianchi e foulard al collo, di quelli che usano i ricchi bauscia con decapottabile in certi film italiani. Dopo l'ingresso di questo strano personaggio, inizia a girare il foglio delle presenze, passa anche a me e firmo. Il caso vuole che la bulgara sia l'ultima persona che se lo trova nelle mani. Si gira, mi guarda con la solita aria di "Ohhhh....poverino...." e mi rivolge la parola. Probabilmente convinta che la mia conoscenza di tedesco si fermi a "Ja" e "Nein", alza la voce, scandisce le parole e, come se avesse a che fare con un minorato, mi chiede (in tedesco): "H-A-I G-I-A ' F-I-R-M-A-T-O I-L F-O-G-L-I-O D-E-L-L-E P-R-E-S-E-N-Z-E?". Ja, danke. Mi rivolge un ultimo materno sguardo di compatimento e si gira.
In fondo alla classe, intanto, si è palesato un altro personaggio degno di nota: la Vicky Pollard asburgica che sta nelle retrovie a gambe aperte, a masticare un chewing gum e a fare le bolle, che poi scoppiano, facendo un rumore molto arrogante. Pop.
Il pezzo forte, però, rimane il Duca di York. A metà lezione prende coraggio e apre bocca: ha un accento perfettamente british, farebbe impallidire il principe Carlo e, benché austriaco, si potrebbe confondere tranquillamente con un londinese. Il punto è: perché apre bocca? Per fare domande? No, per puntualizzare quello che dice il professore. Stessa cosa che faceva un mio compagno delle medie che molti volevano prendere a scarpate. Il professore dice: "Secondo la Common Law vige la regola che bla bla bla", il Duca di York alza il nobile ditino e puntualizza: "In realtà, in un'assemblea del 5 marzo 1993 è stato decretato che bla bla bla". E va avanti così per quasi tutta la lezione. Il docente, con le balle che ormai toccano terra, prova a pronunciare una frase di senso compiuto, ma non riesce a finirla che il Duca gliela corregge e la arricchisce di inutili e noiosi particolari. Dopo un'ora e mezza di questo estenuante ping pong, finisce la lezione. Bobby corre da me per mettersi d'accordo e chiedermi l'indirizzo e-mail. Facendo un po' di conversazione gli chiedo: "Sei viennese?" e lui "Sì, del Vorarlberg". Che è un po' come se alla domanda "Sei romano?" uno rispondesse "Sì, sono della Val D'Aosta". Non fa una piega.
Quindi, quale migliore occasione per scrivere un po' i cavoli miei. Lunedì torno a lezione di cultura inglese, quella che ormai è diventata la mia classe preferita. Arrivo e mi siedo dove capita, senza pensarci, sta per iniziare. Il caso vuole che non ci sia nessuno vicino, ma io che cavolo ne so, è già tanto che abbia trovato l'aula, mi sono seduto e basta. Ebbene, poco davanti a me c'è la bulgara, quella che parla tedesco meglio dei tedeschi. Lei è la primadonna lì dentro, parla più del professore e, soprattutto, prende più decisioni di lui. Si gira e mi vede lì seduto solo, misero, solingo. Ma io mica sono un personaggio del libro Cuore, semplicemente mi sono seduto nel primo posto che ho trovato. Lei, invece, mi guarda come dire "Poverino...chissà com'è solo...gli porterò qualcosa di caldo". Vabbè. Poco dopo arriva il mio spasimante, chiamiamolo Bobby, visto che ha un nome da cane. Ecco, vado lì e gli dico se poi a fine lezione ci mettiamo d'accordo per il lavoro da fare insieme. Lui, tutto emozionato e festoso mi dice di sì sì sì! Oggi Bobby non è da solo, con lui c'è un nuovo amico: il Duca di York. Costui credo non sia molto più grande di me, avrà al massimo 25 anni. Tuttavia è completamente pelato; magrissimo, naso aquilino, due basettoni rossi che usavano nell'Inghilterra di Dickens. Maglione fucsia, polsini bianchi e foulard al collo, di quelli che usano i ricchi bauscia con decapottabile in certi film italiani. Dopo l'ingresso di questo strano personaggio, inizia a girare il foglio delle presenze, passa anche a me e firmo. Il caso vuole che la bulgara sia l'ultima persona che se lo trova nelle mani. Si gira, mi guarda con la solita aria di "Ohhhh....poverino...." e mi rivolge la parola. Probabilmente convinta che la mia conoscenza di tedesco si fermi a "Ja" e "Nein", alza la voce, scandisce le parole e, come se avesse a che fare con un minorato, mi chiede (in tedesco): "H-A-I G-I-A ' F-I-R-M-A-T-O I-L F-O-G-L-I-O D-E-L-L-E P-R-E-S-E-N-Z-E?". Ja, danke. Mi rivolge un ultimo materno sguardo di compatimento e si gira.
In fondo alla classe, intanto, si è palesato un altro personaggio degno di nota: la Vicky Pollard asburgica che sta nelle retrovie a gambe aperte, a masticare un chewing gum e a fare le bolle, che poi scoppiano, facendo un rumore molto arrogante. Pop.
Il pezzo forte, però, rimane il Duca di York. A metà lezione prende coraggio e apre bocca: ha un accento perfettamente british, farebbe impallidire il principe Carlo e, benché austriaco, si potrebbe confondere tranquillamente con un londinese. Il punto è: perché apre bocca? Per fare domande? No, per puntualizzare quello che dice il professore. Stessa cosa che faceva un mio compagno delle medie che molti volevano prendere a scarpate. Il professore dice: "Secondo la Common Law vige la regola che bla bla bla", il Duca di York alza il nobile ditino e puntualizza: "In realtà, in un'assemblea del 5 marzo 1993 è stato decretato che bla bla bla". E va avanti così per quasi tutta la lezione. Il docente, con le balle che ormai toccano terra, prova a pronunciare una frase di senso compiuto, ma non riesce a finirla che il Duca gliela corregge e la arricchisce di inutili e noiosi particolari. Dopo un'ora e mezza di questo estenuante ping pong, finisce la lezione. Bobby corre da me per mettersi d'accordo e chiedermi l'indirizzo e-mail. Facendo un po' di conversazione gli chiedo: "Sei viennese?" e lui "Sì, del Vorarlberg". Che è un po' come se alla domanda "Sei romano?" uno rispondesse "Sì, sono della Val D'Aosta". Non fa una piega.
by MrGallagher | commenti (15) | commenti (15)(popup)
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